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Autoritratto del raccontastorie da giovane – Parte Nona

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Io non avevo mai studiato, nei tre anni delle scuole medie. Perché allora iscriversi al liceo classico Gabriello Chiabrera? Ma l’ho già spiegato: mi affascinava il latino e il greco, e pure adesso, che mi hanno caricato di legnate, continuo ad amare quelle adorabili lingue morte.
Ma procediamo…

Non solo non avevo studiato nulla alle medie (tranne il terzo anno, per via dell’esame di licenza). Ma non avevo mai capito la differenza tra predicato verbale e nominale; tra complemento predicativo dell’oggetto e complemento predicativo del soggetto.

Secondo la tua opinione: come può andare uno studente di questo tipo? Esatto.
Hai presente cosa vuol dire l’espressione: «bagno di sangue»? Quell’anno, la quarta E del ginnasio, in via Manzoni a Savona, fu quello.

Mi ritrovai a studiare dalle due del pomeriggio sino a sera inoltrata. Tutti i giorni. Per rimediare solo votacci. Ricordo una mia compagna di classe che si ammalò addirittura di un esaurimento nervoso, e forse (non ricordo bene), si ritirò dalla scuola.

E no: non è che col passare dei mesi le cose migliorarono; peggiorarono.

Il voto più alto che rimediai nel tema di italiano fu: 5/6. Sì, in bilico. Era un assurdo tema sulla possibilità di vita extraterrestre. E tutti gli altri rimediarono voti peggiori.

Fui bocciato. I voti: 5 di italiano (ma non ne sono sicuro); 3 di latino, ma io andavo meglio di greco. Rimediai un 4.

E l’anno dopo?
L’anno dopo mi ripresentai; cambiai sezione. Ma per questo ci sarà bisogno di un altro post.


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Autore:

Raccontastorie

10 pensieri riguardo “Autoritratto del raccontastorie da giovane – Parte Nona

  1. Anch’io ho avuto un inizio traumatico al Liceo classico. I primi compiti in classe ebbero come risultato: 3 di latino, 3 di greco, 3 di matematica. Prima di Natale volevo ritirarmi dagli studi e andare a lavorare in fabbrica. Invece i miei genitori, fortunatamente, mi obbligarono a finire l’anno. Riuscii a essere promossa a giugno. Ma ne porto ancora adesso le cicatrici.

  2. Sempre più convinta che i voti siano armi a doppio taglio. Spesso un vero karakiri. Lascio cadere un velo pietoso sul mio latino e matematica, altrimenti mi tornano gli incubi.

  3. Non nego che l’italiano fosse il mio tallone d’Achille. Quello che scrivevo non piaceva, inutile negarlo sia alle medie che al liceo – scientifico – Ma per il resto andavo bene. Comunque alla maturità uscì con la media del 7 – sono un vecchio 😀 – alla faccia del gufo del prof di italiano.
    Certamente i voti non riflettono mai i veri valori. E’ un po’ come le famose stelline di gradimento nei libri.

      1. nessuno è stupido come nessuno nasce maestro. Se in italiano allo scritto avevo 5, significa che proprio qualcosa non funzionava. Forse non piaceva come scrivevo, forse gli errori erano troppi. Di certo dovevo migliorare.

  4. O.o
    Hai capito, la vita! Quante sorprese riserva: dovresti andare a parlare con i vecchi prof. Immagino in pensione e fargli vedere cosa fai adesso! 🙂

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