Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Romanzo a quattro mani: il titolo e la copertina

copertina ultimo giro di valzer

 

È venuto il momento di svelare il titolo e la copertina del romanzo che ho scritto a quattro mani con Morena Fanti. Già ho illustrato che sarà disponibile sui pricipali store online il 21 marzo. Per questa nuova avventura ci affidiamo ancora una volta alla piattaforma StreetLib.
Ma il titolo?

L’ultimo giro di valzer

Il nostro romanzo si intitola: “L’ultimo giro valzer”. La copertina non ho bisogno di indicarla perché la si vede in apertura di questo post.
Come forse ho già avuto modo di scrivere in precedenza, non è stato semplice scegliere il titolo. Anzi: sino a un mese fa ne aveva un altro, e quello se la giocava con un altro titolo ancora. Poi è saltato fuori questo, che come si capisce è definitivo.
Come si sceglie il titolo di un romanzo? Bella domanda, ti ringrazio!

Come si sceglie il titolo di un romanzo?

Non ci sono ricette. Per esempio: Hemingway consigliava di scrivere su un foglio tutti i titoli possibili, e poi cancellare via via quelli che diventavano inutili, perché poco adatti. Ma come si capisce: si tratta di un metodo di lavoro che funziona quando si hanno diverse alternative. E quando non ci sono alternative?
Il punto sul quale concentrare la propria attenzione è che il titolo non può mai essere qualcosa che arriva dal mondo delle Idee, e plana tranquillamente sulla nostra storia, breve o lunga che sia.
Deve scaturire dalla storia stessa; perché deve in un certo senso completarla, ed esplicitarla ai lettori. Ma non è semplice. Perché scaturisca dalla storia c’è solo un sistema, a mio modo di vedere: leggerla. Ma non una volta, o due. Parecchie.
È proprio in una delle tante riletture che Morena Fanti ha individuato quello che poi si è rivelato il vero titolo del nostro romanzo a quattro mani. Era lì, evidente, ma noi non lo vedevamo. Avevamo in testa il vecchio titolo, poi accanto a esso ne era spuntato un altro. Era sufficiente ascoltare; leggere insomma la nostra storia, e infine ascoltare appunto quello che diceva.
E il bello è che il titolo non scaturisce affatto da uno dei protagonisti; arriva bensì da uno dei personaggi di contorno. Nel romanzo costui compare in due scene, e la prima è importante perché è quella che innesca, nel protagonista maschile, una certa azione. Niente di eclatante, non si tratta certo di un thriller. Ma da questa, quest’uomo inizierà un viaggio di piacere che alla fine lo farà approdare a una diversa visione di sé, e della propria esistenza. E tutto questo a colpi di “vita”.
Credo (e qui torno a parlare non della storia, ma del titolo), che questo sia il giusto metodo per trovare il titolo di una storia, non importa se breve o lunga, racconto o romanzo. Lei, se siamo stati in grado di ascoltare, ci indicherà, quasi in modo automatico, quale deve essere il suo titolo.

La domanda delle 100 pistole

E tu come scegli il titolo delle tue storie?


 

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Autore:

Raccontastorie

19 pensieri riguardo “Romanzo a quattro mani: il titolo e la copertina

  1. Finora ho scritto solo un romanzo e ho scelto come titolo una frase del romanzo. Mi piace quando il lettore ritrova nel testo il titolo e ha come una rivelazione. Quando capita in libri che sto leggendo mi corre un piacevole brividino nella schiena…

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  2. A me piace aspettare il titolo. Di solito viene mentre scrivo. Parto sempre con un titolo provvisorio che serve più che altro a me per ricordarmi bene a quale storia aggiungere le idee che man mano si focalizzano (ebbene sì: mi capita di scrivere più storie contemporaneamente). Finché il titolo non arriva da sé, più calzante di quello provvisorio. Mi capita anche con i post sul blog: parto con un titolo e finisco con un altro… 😀
    Può succedere che a volte il titolo provvisorio rimanga quello ufficiale… 😛

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    1. Con i racconti faccio anche io qualcosa del genere. Ci devo mettere un titolo, uno qualunque: “Canotto”, per dire. E poi, spess,o il vero titolo si rivela mentre scrivo. A volte invece, ce l’ho chiaro sin dall’inizio.

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  3. Per me il titolo è una rivelazione a volte, altre frutto di un lavoro di concentrazione, ma direi che da lettrice sono sempre molto attratta quando il titolo riesce ad illuminare il libro.
    Comunque complimenti il vostro mi piace molto sia per la copertina che per il titolo, promette bene.

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  4. A volte da un titolo mi parte tutta la storia. E, in effetti, il titolo smetti di cercarlo quando ti si presenta avanti e sai che è quello giusto. Ora ti copieranno anche “come si sceglie il titolo di un romanzo”? Una bella denuncia e fateli chiudere mi raccomando.

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  5. I titoli dei miei romanzi scaturiscono spesso dalla storia, per il primo è nato quasi subito fin dall’incipit, il secondo ha avuto un percorso lungo perché il romanzo originale era senza titolo, solo dopo averlo riscritto e approfondito ho avuto l’illuminazione e ho “visto” il titolo giusto.
    Il terzo romanzo ha avuto un altro titolo per tutto il periodo in cui l’ho scritto, ma alla fine dopo averlo riletto più volte ho capito che era più giusto l’altro titolo. Comunque di solito quando mi viene in mente un titolo me lo appunto finché scrivo la storia, poi decido alla fine.

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  6. Nei racconti il titolo viene quando ho già scritto quasi metà ed ho già chiaro in mente in che direzione sto andando. E’ capitato di mettere un titolo “bozza” e poi cambiarlo perchè “anticipava” troppo della soluzione finale. Che il titolo è di fatto il primissimo biglietto da visita.
    Per quello grosso, il titolo attuale è una frase (che temo dovrò pure rimaneggiare perchè dove si trova in mezzo al testo non suona bene), un modo di dire che suona in assoluta antitesi con il protagonista e per questo perfetto. Ma è lunga la strada e magari un giorno non andrà più bene.
    Bella copertina. 😉

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  7. E comke ho scritto da Morena, immaginavo che foste voi due gli autori di questa nuova “fatica” letteraria. Bello il titolo e bella la copertina, entrambi stimolano delle aspettative, quindi… appena sarà pronto lo divorerò con piacere. E intanto ti condivido su Twitter, che non guasta.
    Ciao e buona serata. 🙂

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