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Autoritratto del raccontastorie da giovane – parte dieci

 

Dopo la bocciatura al liceo classico Gabriello Chiabrera (strameritata, è ovvio: non ci fu nessun complotto), l’anno seguente che cosa combinai?

Be’, per scoprirlo devi solo continuare a leggere. Prima però: fu ovviamente un trauma, persino per me. Non avevo mai studiato in vita mia, quindi dovevo aspettarmi di finire in quella maniera. Ma fu comunque una batosta. Anche tra i parenti: in pratica ero il primo a rimediare una bocciatura.

Dalla padella alla brace

L’anno seguente cambiai sezione e mi ripresentai. Fu non dico peggio, ma insomma: l’insegnante di italiano, latino e greco, era un osso duro, e ci tenne sin da subito a farcelo sapere. Ci dettò (sì, ci dettò), un lungo decalogo nel quale spiegava il suo metodo di lavoro. Non faceva sconti a nessuno. Si doveva lavorare e lavorare duro. Quei fogli, poi, dovevano essere fatti firmare dai genitori, e riportati il giorno seguente.
La faccenda quindi non partiva sotto i migliori auspici.

Ma… Per farla breve: continuavo a capirci poco o nulla di latino o greco, ma mi capitarono più di una volta versioni che già conoscevo. Nel primo semestre riuscii a ottenere dei voti per me sbalorditivi. Non voglio esagerare, ma addirittura degli 8. Roba che io non avevo mai visto nemmeno col binocolo. Terminai il primo anno con un sacco di 6 (eh già: la «magia» era svanita nel giro di pochi mesi), e passai in quinta!

Anche se sapevo che il mio era un fuoco di paglia, e che era già finita, non mi preoccupavo troppo.

Di nuovo in difficoltà

E come andò in quinta? Non bene. Venni rimandato a settembre di greco, e un’altra materia (forse francese? Mi spiace ma non ricordo). Trascorsi l’intera estate a tradurre versioni dal greco, a mandare a memoria declinazioni di verbi.

Un’intera estate.
Ma riuscii a passare con un sette di greco, e un sei dell’altra materia. Adesso si andava al liceo vero e proprio, dopo il biennio ginnasiale. Il peggio era alle spalle, dicevano tutti. E io ci credevo.

Invece: il peggio stava per arrivare…


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Autore:

Raccontastorie

6 pensieri riguardo “Autoritratto del raccontastorie da giovane – parte dieci

  1. Per me la V ginnasio fu meno traumatica che la IV. Avevo capito come funzionava e soprattutto sapevo di non essere una cima per cui avrei sempre dovuto faticare come un somaro. E in effetti sì, la I liceo fu un nuovo piccolo trauma…

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