Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Romanzo a quattro mani: come è nato?

copertina ultimo giro di valzer

Come ho spiegato in un post precedente, il 21 marzo uscirà un romanzo che ho scritto con Morena Fanti: un romanzo a quattro mani.
D’accordo, bene, bravo: ma come è nato il romanzo a quattro mani? Vediamo un po’ come tutto avvenne…

Come nasce un romanzo a quattro mani

Be’, se devo essere sincero non ricordo bene. Lo abbiamo terminato da un paio di anni, e ci abbiamo impiegato circa un anno a scriverlo (ma forse di più, però pure in questo caso non mi ricordo). Quindi dovrei risalire ad almeno tre anni fa per ricordare esattamente come le cose andarono: e non ci riesco.
Di certo non è stata mia l’idea. Non ci pensavo affatto. Probabilmente avevo finito «Non hai mai capito niente», e mi pareva divertente riuscire a scrivere qualcosa di più ampio con un’altra persona.
E probabilmente mi sembrava più facile. Ma…
Scrivere un romanzo è di certo una bella impresa, e per questo a una prima occhiata potrebbe sembrare che farlo in due riduca la fatica e l’impegno. Be’, ti garantisco che così non è.
Ecco alcuni problemi molto pratici che sorgono sin dall’inizio.
Occorre fare in modo che le due voci, i due stili, le due personalità, sulla pagina si fondano in maniera armoniosa. Insomma: il lettore non deve capire che un paragrafo lo ha scritto Tizio, e quello seguente Caio. Pensi che sia semplice? Non lo è.
E poi c’è da decidere come procedere: le scene per esempio.
Come ho scritto in precedenza non ho avuto io l’idea. Quando poi ho accettato, e ci siamo messi a lavorare, abbiamo all’istante deciso di sentirci. Ma quale mail e chat d’Egitto!
Telefonate.
Non puoi seriamente pensare di scrivere un romanzo a quattro mani, e di decidere ogni aspetto con qualche mail o una chat. Occorre sentirsi. Parlarsi almeno una volta alla settimana. Altrimenti ciccia.
Ma era tutto chiaro sin dall’inizio?
Diciamo così. Immagino che una delle differenze più grandi tra storia lunga e una corta (romanzo o racconto), sia che il primo devi avere le idee abbastanza chiare su dove andrai a sbattere; altrimenti sbatterai sul serio. Io per esempio, e l’ho ripetuto non so nemmeno quante volte, non so mai come finirà il racconto che scrivo: lo scopro mentre… scrivo!
Ma se questa condotta è perfetta per una storia breve, temo proprio che sia un suicidio per una storia lunga. Perché questa magari avrà pure delle sotto-trame. Può anche darsi che alla fine una di queste possa diventare LA trama; oppure, al contrario, eclissarsi.
Ma quando abbiamo cominciato questa avventura di certo sapevamo che c’erano due donne, un uomo, e dopo un po’ è arrivata la bambina (mentre in principio una delle due donne era incinta). Ma quello che ci ha spinto a procedere, cosa è stato?

Una storia deve avere l’innesco

Be’, anche se potrebbe apparire eccessivo: una storia deve rappresentare per chi scrive una specie di innesco. Provocare un incendio insomma, o una piccola esplosione. Non importa se poi si tratta di una storia “normale”, senza esplosioni o inseguimenti.
Perché l’innesco è così importante? Semplice: è quello che ti permette di esporre a un lettore, a una persona, in poche righe e battute, il “succo” della tua storia. Hai presente quello che si dice a proposito della sinossi? Ecco: io preferisco qualcosa di diverso.
Immagina di avere 30 secondi (solo 30 secondi), per esporre il tuo romanzo a un editor, un editore, una persona qualunque.
Solo 30 secondi.
Per aiutarti potrei ricordarti quello che scrive e ripete spesso il buon Stephen King: “E se…”
In alternativa: “Cosa succede se…”.
Sono ammesse un  mucchio di varianti. Questo permette in seguito di ricavare lo scheletro della sinossi. E a proposito di sinossi: una delle mie preferite è quella che riguarda “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij.

Si tratta del resoconto psicologico di un delitto.

Niente male, vero?

La domanda delle 100 pistole

E tu riusciresti a esporre in 30 secondi il succo della tua storia?


 

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Autore:

Raccontastorie

10 pensieri riguardo “Romanzo a quattro mani: come è nato?

  1. 30 secondi: L’amore che ci manca, l’ho scritto nella sinossi del romanzo “Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.”

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