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Scrivere è un salto nel buio (per questo pochi lo fanno sul serio)

foto copertina

 

Uno potrebbe pensare: ma di che parla costui? Scrivere è un salto nel buio? E da quando?
Da sempre, in realtà.
E se hai la fortuna di scrivere un romanzo a 4 mani, come io ho fatto con Morena Fanti, capirai in fretta che non è più semplice, ma solo più complicato. Ma ci piace renderci la vita difficile, che vuoi farci?

Qualcosa di poco intelligente

Ogni volta che si parte con l’idea, e all’inizio è molto vaga, per questo si chiama “idea”, si dovrebbe sentire che si sta per fare qualcosa di poco intelligente. Sì, d’accordo: si passano settimane, anche mesi, a pensarci su, a scrivere schede, raccogliere informazioni; ma si sta facendo qualcosa di poco intelligente. Anzi, di decisamente folle. E se durante la scrittura non si ha la consapevolezza di questo, forse costui o costei si sta sbagliando. E pure parecchio.
Dire: “Buongiorno”, o scrivere: “Buongiorno”, ci si creda o no, non è la medesima cosa. Se non si capisce lo scarto che c’è tra queste due dimensioni, non si è capito molto della scrittura, a mio parere. È un po’ come scarabocchiare, e dipingere: sono o non sono due cose ben diverse?
E come si giunge a percepire che scrivere è una faccenda poco intelligente, è un salto nel buio? Buona domanda, davvero. Credo che si debba leggere. Se non senti il salto nel buio, è perché non leggi, oppure se lo fai, lo fai molto male. In fondo se guardi le opere di Raffaello, di Michelangelo, di Rubens, e poi decidi di dipingere: non tremi? E adesso spiegami un po’ per quale motivo non dovrebbe accadere per la scrittura.

Devi leggere

Ecco perché in tanti ripetono che devi leggere. Perché in questa maniera impari, attraverso gli anni e i libri, che cosa diavolo significa. Impari anche a essere audace, perché non bisogna socrdarsi che si tratta pur sempre di un salto nel buio. Occorre essere matti. Avere coraggio e rischiare.
Ma non c’è pericolo di farsi male? Sì: magari non sei affatto portato per la scrittura. Succede. Ci sono persone che proprio non sono in grado di scrivere. Non scordiamoci mai che parliamo pur sempre di un dono, un talento: non è per tutti. È ferocemente antidemocratico, come amo ripetere. Non per scoraggiare, ma per ricordare che non siamo tutti uguali.
Provarci non costa nulla. E se non hai questo dono, la speranza è che tu sia sufficientemente bravo a capirlo.


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Raccontastorie

7 pensieri riguardo “Scrivere è un salto nel buio (per questo pochi lo fanno sul serio)

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