Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Le recensioni dei libri servono davvero?

 

Questo post nasce dall’affermazione di Luigi Bacco sulla mia pagina Facebook. Colà (bello, vero, colà? Sono ben pochi i blog che nel 2017 la usano ancora), lui esprimeva qualche dubbio sulle recensioni di libri (su Amazon, ma non solo: in generale). E per questo ho iniziato a rifletterci…

Il sistema delle recensioni è malato

Ma per prima cosa è bene illustrare per intero il suo pensiero: ecco la schermata del suo intervento.

E poi cosa è successo? Che mi sono imbattuto in (no, non è vero: ho cercato) un articolo dal titolo «Amazon, il sistema delle recensioni è malato. Curiamolo».

La domanda da farsi è: che fare?

Io, povero autoeditore ligure con una Trilogia delle Erbacce da piazzare, che cosa posso fare per emergere un poco? Se anche questo strumento è bacato, cosa devo inventarmi?

Tra l’altro mi pare che un po’ tutti abbiano fatto finta di nulla, e non ne parlano. Forse sbaglio: ma nessun guru si è affrettato a condividere questo articolo, e con ragione. Buona parte della loro strategia si basa proprio su come aumentare a dismisura le recensioni (perché ti notano non solo più lettori, ma pure Amazon). Ma se è inquinato, come fai a piazzare il tuo prodotto?

Be’: fai finta di nulla.

Se vendi corsi e guide per avere recensioni e vendite (le prime portano alle seconde), non puoi certo permetterti di dire:

«Eh! Occhio che si tratta di un sistema malato! Meglio investire su altro!»

Ma quale altro? Quindi, si fa finta di nulla, al massimo si fanno delle raccomandazioni del tipo:

«Le recensioni devono essere sincere! Oneste!»

Raccomandazioni inutili: è ovvio che devono avere queste qualità. O no?

Quindi: il sistema è malato. E di certo si è preso una brutta influenza. Amazon sta provando diverse cure, ma è evidente che non troverà mai la soluzione per evitare recensioni negative, e pilotate; o positive ed egualmente pilotate.

La domanda rimane quella: le recensioni di libri servono davvero?

Però Luigi diceva dell’altro, che merita senz’altro una riflessione. Io voglio le recensioni per la mia Trilogia delle Erbacce, per il romanzo a 4 mani “L’ultimo giro di valzer”. Però mi rendo conto che avere il tempo e la pazienza di scriverne una… Be’, non è da tutti. È vero: solo una minoranza dei lettori lo fa perché in parte non sono abituati. Che diamine: sino a 20, 10 anni fa non c’erano questi problemi, vero? Leggevi un libro, e poi passavi ad altro.

Io credo tuttavia che esista un asso nella manica.

Ecco a voi l’asso nella manica

L’asso nella manica si chiama: blog. Ancora? Be’, sì: ancora.

Io credo che sì, siano utili, e che di certo il lettore continuerà a buttarci un’occhiata per farsi un’idea. Ma credo anche che il lettore abbia sufficiente materia grigia per rendersi conto che esistono eccome queste pratiche poco trasparenti, e non mancherà di farlo notare.

Ma che c’entra il blog? Parecchio, te lo garantisco.

Perché il lettore potrà entrare in contatto con l’autore, e non con una recensione che forse… Boh! E farsi un’idea. Checché se ne dica (ma dove lo trovi un altro blogger che scrive checché?), il blog resterà l’architrave chiamata a sostenere il grosso del lavoro dell’autore. Sul blog, lui o lei ci metteranno la faccia. Scriveranno contenuti, li pubblicheranno se e quando vorranno. Costruiranno la loro comunità di lettori giorno dopo giorno; una comunità che quando arriveranno le stroncature (pilotate?), non lo lascerà da solo.

Credo che il futuro sarà (tanto per cambiare), all’insegna del blog. Con buona pace dei soliti profeti di sventura che diranno:

«Passate ad altro: il blog è morto.»

Credo che esista anche un altro modo per capire se le recensioni sono pilotate…

Sì: si chiama “Anteprima”, mentre su Amazon è, semplicemente, “Leggi l’estratto”.

 

amazon leggi l'estratto
Ma a quanto pare un sacco di gente non usa questa funzione. Spesso è sufficiente sbirciare, dare un’occhiata per capire la qualità dello scritto. E da lì ti rendi conto se quelle recensioni sono sincere o meno. Ma ho il sospetto che un sacco di gente la ignori, e tenda a fidarsi proprio delle recensioni, invece che dare un’occhiata, farsi un’idea, e poi magari acquistare.
Non solo: Mario Pacchiarotti sul suo blog ha pubblicato qualche giorno fa un post (“Quattro trucchi per capire se vale la pena comprare un libro“), che spiega quali sono le accortezze da seguire per evitare di capitare in libri deludenti. Anche se ovviamente de gustibus come si diceva una volta; è impossibile evitare di incappare prima o poi in un autore ceh deluda davvero.
Ma immagino che questi trucchi, assieme allo sfogliare l’anteprima dell’opera, mettano al riparo da scritti orripilanti; che rappresentano la maggioranza dell’autoeditoria.

La domanda delle 100 pistole

Quanto ti fidi delle recensioni?


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Autore:

Raccontastorie

31 pensieri riguardo “Le recensioni dei libri servono davvero?

  1. Comprando spesso su Amazon, leggo molte recensioni e non solo di libri.
    Anzi, dei libri di solito le leggo dopo averli letti per vedere se l’opinione corrisponde alla mia. Difficilmente compro libri “a scatola chiusa”, devo essere stata interessata da altro prima. Per esempio, e questo conferma la tua tesi, compro tutti i libri dei blogger che seguo.
    Quindi, per quanto mi riguarda, le recensioni sono molto utili per certi tipi di oggetti, soprattutto tecnologici, di cui voglio conoscere la funzionalità e la durata, ma anche lì va fatta una tara. Molti mettono cinque stelle e poi dicono che l’hanno appena ricevuto, per esempio.
    Sui libri credo che sia più uno status symbol.

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  2. Le leggo anche io come Silvia dopo aver scelto il libro. Spesso le trovo poco personali e quindi poco credibili, mi piacciono quelle semplici, corte, dove si capisce se il libro ha lasciato traccia. Diciamo che mi fido meno delle stelle, perché ovviamente il giudizio è del tutto soggettivo e potrebbe fuorviarmi.

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    1. Molti scrivono recensioni piene di entusiasmo e mettono (o lasciano?) una stella. Ma in quel caso si tratta di sviste.
      Su Google Play ho una stella e zero recensioni riguardo “Non hai mai capito niente”, ma so che lì non ho venduto nulla, quindi si tratta di qualcuno che lo ha fatto per divertirsi un po’…

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  3. Checché se ne dica 😉 il blog è oggi indispensabile per un autore che voglia mettersi in luce, per tutti i motivi che hai ben descritto. Poi anche le recensioni fanno la loro parte, ma è appunto difficile distinguere tra quelle pilotate e quelle oneste. Vuoi mettere poi la possibilità di pubblicare degli estratti, di farti conoscere un po’ meglio, di entrare in comunicazione con il lettore, grazie appunto alle pagine del blog…

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  4. Mi fido pochissimo ma le leggo comunque, a partire da quelle negative, che a meno che non siano proprio fasulle cioè scritte da qualcuno che vuole danneggiare l’autore, contengono sempre un pizzico di verità in più rispetto agli entusiastici delle cinque stelline. Però resto sempre sconvolta quando vedo che vengono dati voti esorbitanti a libri che per valgono meno di zero o viceversa. Tutto sembra così soggettivo che viene da chiedersi se queste recensioni abbiano davvero senso. Forse vanno solo prese con le pinze.

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  5. Ho scritto recensioni per anni, su un sito dove le chiamavano “opinioni” e te le pagavano anche. Ma pure lì il sistema è andato a p…istacchi dopo poco tempo, perché c’è chi s’era inventato un lavoro: scrivo una recensione, poi chiamo gli amici che me la valutano eccellente, io valuto eccellenti le loro, così prendiamo più soldi. Se scrivo una recensione onesta, di solito cattiva per questo o quel prodotto, arrivano i “pallini bianchi” ovvero profili creati ad arte dal produttore/venditore di quel servizio, profili senza cronologia, che in genere lasciano una sola valutazione, negativa, della tua opinione. In dieci anni il sito ha perso tutto il suo valore.
    Vogliamo parlare dei feedback di Ebay, che valgono come recensioni per i futuri acquisti? Ne ho già scritto su Pc Open di Luglio 2006, mi sono ritrovata faccia a faccia, graficamente, con uno dei responsabili del sito, il quale non voleva ammettere che spesso i clienti non lasciavano il giusto feedback negativo per timore di ritorsioni (negativo a te, negativo a me, e così nemmeno io compro dagli altri venditori che non si fidano). Avevo talmente sbagliato la mia analisi che dopo qualche anno hanno tolto la possibilità al venditore di dare feedback negativo al cliente! Tiè.
    Quindi, il sistema di recensioni di Amazon è sbagliato? Perché quello di TripAdvisor no? Il fatto è che qualsiasi opinione è personale, legata all’esperienza di quella persona, e può essere inficiata anche dalle sue frequentazioni, conoscenze, studi, idee, preconcetti.
    Perciò proprio perché ho scritto opinioni per un po’, ho imparato a prendere per valide solo quelle argomentate, e più sono specifiche, più sono vere. E sul “Leggi l’estratto” è lo strumento che utilizzo di più, anche se è scomodo da cellulare 😉

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    1. Comprati un iPad 😉
      Quelle argomentate sono rare in effetti, e quando capitano spesso sono quelle decisive.
      Che la maggior parte siano fasulle o sbagliate ormai lo sanno un po’ tutti, ma non è possibile farci qualcosa. La soluzione, come ripeto, è farsi un nome con il blog 🙂

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      1. Con tre portatili, due smartphone, un tablet android e due pc fissi…devo pure prendermi un ipad?? Dicevo che l’estratto va male da cellulare come spiegazione del fatto che pochi lo leggono, ma io lo leggo da pc 😛

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  6. Io non compro un libro in base alle recensioni, però se leggo il libro di un blogger che conosco comunque lascio una recensione sincera e obiettiva. Ogni tanto leggo le recensioni ma non mi fido di quelle eccessivamente negative o positive, tendo sempre a farmi un’idea con l’estratto gratuito.

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    1. Brava!
      L’anteprima però a mio parere non viene sfruttata a dovere, anche se magari le persone hanno iniziato a usarla di più che in passato. Perché non si spiegano certe recensioni (“Pieno di errori”, ecc.), dal momento che gli errori si potevano benissimo notare già dall’anteprima.

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  7. Io leggo sempre le recensioni. Parto da quelle negative e risalgo verso quelle positive. In alcuni casi si capisce subito quali hanno un criterio e quali no. Quelle lunghe, dettagliate e articolate le preferisco, perché ti fanno capire perché 5 stelle o 1 stella. Quelle sbrigative, senza motivazione le ignoro. Poi capita il caso che io un libro lo voglio leggere a prescindere da cosa se ne dica e lo compro lo stesso. Mi interessano le recensioni. Spesso, se incontro un libro interessante privo di recensioni difficilmente lo compra a meno che non sia un autore che conosco con il suo nuovo lavoro, tipo le raccolte di racconti di un certo blogger. O il viaggio su Marte di un’altra selfpublisher. Effettivamente Amazon ha un grossissimo problema con le recensioni. Ammettono pure quelle a una stella dove la gente (non so come possa accadere) compra l’ebook e questo non viene scaricato sul Kindle. Oppure, assurdo ma ci sono, recensioni dove la gente mette una stella perché ha sbagliato a comprare l’ebook, o ha sfiorato il tastino sbagliato sul cellulare facendo partire l’acquisto… Dico io, ma Amazon che fa? Serve gente che se le legga. Non dovrebbero approvarle. Se segnali queste recensioni a Amazon se ne fregano, restano lo stesso.
    Si potrebbe dare lavoro a tanta gente se facessero un vero filtro. Eliminando anche quelle a 1 stella dove dicono: “pensavo fosse meglio”, “non ne vale la pena, sono due paginette”, “non è un granché”. Senza alcun fondo di motivazione, manco a dire, non so, non mi è piaciuto perché mentre cucinavo mi è caduto il sugo sul libro e ho lanciato una maledizione all’autore… Che non ha senso, ovviamente, però almeno, sai ha più parole.
    Io ho un’idea per risolvere il problema. Un’idea imprenditoriale, ma è difficile realizzazione perché serve uno staff preparato e, appunto, visto che la gente sulle recensioni ci mangia, verrebbe anche boicottata. Tipo, nel mio sistema, non potrebbe mai uscire una recensione a 5 stelle con scritto: “bellissimo, lo consiglio”, oppure a 1 stella: “non è un granché”.

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    1. C’è un altro aspetto: noi siamo la provincia dell’impero. Se prenderanno mai dei provvedimenti, lo faranno per il mercato USA. Poi, con calma, ma davvero molta calma, magari passeranno anche a noi. Senza fretta, perché noi ormai, siamo una periferia.

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  8. il discorso si fa lungo. Dipende. Se la recensione è non stimolata, può essere utile, ovunque essa sia scritta. Se è invece stimolata, allora dubiot dulla stessa.
    Il problema nasce dalle infinite recensioni che compaiono su giornali, riviste o si ascoltano sui media. Di quelle non solo dubito ma sono diffidente che siano sincere.
    Chi recensisce dovrebbe essere sincero, se poi prendo dei soldi… gatta ci cova.
    Il lettore del blog non è di solito prezzolato. potrà non essere attendibile ma almeno è sincero.

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      1. Rarissime le mie recensioni sul blog. Il problema secondo me non sta nella qualità del commento ma proprio sul fatto che si commenta. Molti blogger, e io sono uno tra quelli, saltano i post con le recensioni.

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  9. Quanto mi fido delle recensioni? Dipende! 😀
    Sicuramente il buon senso indica la strada: reperire informazioni da più fonti possibili, aprire gli occhi e tenerli aperti per capire cosa/dove si sta leggendo, non limitarsi alla risonanza del momento e così via.
    Dal canto mio, quello di presunto blogger, preferisco di gran lunga sottolineare che le mie sono opinioni e non recensioni: non sono un critico, sono un lettore con tanta voglia di condivisione.
    In questo contesto però, mi scontro con la rete e le sue presunte abitudini. Mi spiego meglio.
    Nel momento in cui posto le mie impressioni sul blog, sia per mancanza assoluta di tempo, sia un po’ per pigrizia (sì, lo ammetto), sia per non rientrare nella casisitica del possibile “fake”, non faccio altro. Mi son sempre chiesto: “è il caso di andare sui vari e-shop a copia-incollare e/o linkare (ove permesso) la mia opinione?”
    La risposta dovrebbero darla gli autori in primo luogo, e poi quelli che leggono le recensioni solo sui proprio siti di riferimento. Tu cosa ne pensi?

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    1. “Presunto blogger” non l’avevo mai sentita 😉
      Io una volta scrivevo su questo blog delle recensioni; poi ho smesso perché ho notato che interessavano poco. Però alcune di quelle le ho messe su Amazon, lì forse hanno più senso (anche se spesso si trattava di libri di nicchia). Funziona? Ha senso? Mah! Non saprei. Però l’ho fatto.

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      1. Beh, mi sento abbastanza fuori dal coro: non ho un blog solo mio (e già questo potrebbe bastare :P), non ho una regolarità di pubblicazione, e per finire ogni tanto sparisco 😀 Infatti quando ho scelto la categoria della mia paginetta FB, mi son fatto una sonora risata 😀
        Per quanto riguarda le opionioni da distribuire sui vari e-shop, sarebbe davvero da chiedere volta per volta agli autori, una sorta di collaborazione, sempre che la “recensione” piaccia 😛

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  10. Sul mio/nostro blog scriviamo prevalentemente recensioni. Si regge sul raccontare di libri e su saltuarie tematiche collaterali e anche extra.
    Dire che un libro ci è piaciuto anche se non è famoso-del momento oppure anche se non è piaciuto ad altri, proporre letture che esulano dalle tendenze di lettura del momento (insisto su questo aspetto), appoggiare editoria e autori che non appartengono ai grandi circuiti, significa proporre una personalizzazione forte dei contenuti che si propongono.
    Quando scrivo di X libro spiego perché ne ho fatto un post. Non scrivo di solito critiche negative, questo va spiegato:
    perché devo perdere tempo e raccontare di un libro che non mi è piaciuto? Ne propongo uno che ho amato e dico e motivo a tal proposito.
    Se non si promuove ciò che abbiamo gradito, avremo più facilmente “recensioni” (io però mi chiedo se si sa che sia una vera recensione) arrabbiate e inconsistenti.
    D’altra parte, quelle che sono definite recensioni di piacere, mi pare si possano isolare e individuare facilmente.
    Agli scrittori dico che creare una rete di interesse attorno a sé e a ciò che si propone, non potendo contare sulle PR delle grandi CE, può tornare loro utile.
    Per finire, penso che dopo aver scritto un post su X libro e averlo condiviso nei modi che io intendo opportuni, poi son pure affari dell’autore pubblicizzarlo o meno:D

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    1. Ho utilizzato impropriamente all’inizio del commento il termine “recensioni” a proposito del mio/nostro blog, perché in questo modo, dall’esterno, viene percepito lo stesso.
      Eppure noi fin dall’inizio dell’avventura blogghesca abbiamo specificato che le nostre sono riflessioni e opinioni di lettura. Lo rimarco, visto che nel commentare ho sottolineato la mia perplessità sull’utilizzo del termine 😀

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