Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Anno nuovo, progetto nuovo

Marco Freccero logo

Siccome è mia intenzione scrivere una storia, ho deciso di raccontare meglio questa storia che sta crescendo.

Per questo scopo pubblicherò dei post con i quali svelerò qualcosa. Per esempio l’ambientazione, il titolo, i protagonisti.

Ma io so già cosa pensi, a questo punto…

Anno nuovo, progetto nuovo

Probabilmente il dubbio ti sta sussurrando:

E se facesse la medesima fine del #progettoIOTA?

Anche io me lo sono chiesto, quindi chiariamo: il #progettoIOTA è accantonato, ma non abbandonato. Il primo libro è terminato. Sul serio. Ma se ne mancano 9 (nove) al finale, capirai anche tu che qualche dubbio è bene farselo venire, giusto?

Quindi mi dedico a un’altra storia. E dal momento che gli esperti del marketing (che io non seguo affatto, come forse ti ricorderai), dicono che bisogna parlare, coinvolgere il lettore, io, caro lettore, scrivo questi post proprio per coinvolgerti.

Allora, andiamo a incominciare.

La storia che sto scrivendo è ambientata ai giorni nostri. Anche se sto leggendo Stephen King e il suo “22/11/63” non ho intenzione di fare viaggi nel tempo. Sono una persona semplice, che scrive quello che vede attorno a sé e non ha alcuna voglia di complicarsi la vita. Già scrivere una storia è complicato, perché aggiungere altra carne al fuoco?

La voce narrante è in prima persona (brutta bestia la prima persona: occorre sorvegliarla e bastonarla a dovere, perché tende a mangiarsi tutto). Come vedi ti sto già svelando degli indizi importanti. E posso già dire di avere:

  • Titolo;
  • Sinossi;
  • Finale.

Insomma c’è proprio tutto, come non mi era (quasi) mai capitato in precedenza.

Però voglio rendere più ludico tutto questo, ed ecco che ho preparato un semplice sondaggio nel quale ti chiedo di indicare, secondo te, dove ho ambientato questa storia. Lo so che cosa stai pensando:

Facile! Si sa che Freccero è un abitudinario, quindi la storia sarà ambientata a…

Be’, forse ho cambiato ambientazione! Forse ho deciso di ambientare il tutto da un’altra parte, e non nei soliti posti. Oppure: sto solo soffiando del fumo per confonderti. Chissà!

Nel prossimo post di lunedì prossimo svelerò la risposta esatta; e proporrò un altro sondaggio. E così via!

Come dici? Che cosa si vince? Nulla. Davvero niente. O forse sì? Boh!

Perché un romanzo? Bah! Cosa vuoi che ti dica. A un certo punto è arrivata questa storia e mi è piaciuta. Posso dire che sono a buon punto, e che ne sono abbastanza soddisfatto. Credo inoltre che sia interessante provare a scrivere una storia lunga, per vedere che effetto fa.

Ho preparato le schede dei protagonisti. Ho anche creato una scheda che ho chiamato “Evoluzione” per cercare di avere il polso dell’evoluzione del protagonista. Non avevo mai fatto niente del genere.
Inoltre, questa serie di post per attirare l’attenzione dei miei pochi lettori, e poi anche di qualcun altro. Sia chiaro: so già che sarà un mezzo fiasco come lo è stata la Trilogia delle Erbacce. Non è mia intenzione scrivere storie che seguono il vento, perché non mi interessa un fico secco. Né desidero perdere tempo col marketing perché non ne sono capace.
Quando questa storia lunga uscirà, prevedo che venderà meno della Trilogia delle Erbacce. I protagonisti, la storia stessa, sono fuori dal mondo. Hanno un impianto dichiaratamente ottocentesco. Inoltre come se non bastasse, non c’è alcun antagonista. Hai presente quando i manuali di scrittura scrivono e raccomandano questa figura cardine nella storia? Ecco: in questo mio romanzo non c’è niente del genere. Ma allora, che succede? Che razza di storia è?
Come ho già scritto: quel tipo di storia che vende poco o nulla.

Insomma: il suicidio di Marco Freccero come racconta-storie procede a tamburo battente e niente e nessuno sembra in grado di arrestarlo.

Dimenticavo. Ci sono novità anche nella programmazione dei post. D’ora in poi ci sarà solo un post, di lunedì. Resterà quello del giovedì che però continuerà a essere quello del rilancio del mio canale YouTube.

Qui sotto il sondaggio. La soluzione lunedì prossimo.

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Autore:

Raccontastorie

19 pensieri riguardo “Anno nuovo, progetto nuovo

  1. Votato, ma non ti buttare giù di morale. Non è che dicendo che questa storia venderà meno delle altre attira lettori, anzi, rischi che qualcuno fraintenda il tono dell’articolo. Potrà pure essere vero, come è capitato anche a me con le mie nuove storie, però metterlo nero su bianco fa sempre impressione. Se ci hai fatto caso nel blog non ho annunciato nuovi progetti e non so se farlo o meno. Dopo febbre e viaggi che mi hanno impegnato non so che fare con la pubblicazione. La scrittura segue ritmi molto più lenti. Mi sto un po’ provando a rilassare. Essere un autoeditore non è proprio bello. Ma questo già si sapeva 🙂 .

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    1. Sì, probabilmente hai ragione. Ma ormai io non mi curo più di marketing, e cose di questo genere. Faccio quello che preferisco e basta, non ho voglia di star lì a pensare chi è il mio lettore ideale, come posso raggiungerlo. Non mi riguarda più. Scriverò e basta. 🙂

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  2. hai già il finale? Ricordo uno scambio di battute su questo. Io dicevo che costruivo la storia per arrivare al finale già scritto, tu sostenevi il contrario.
    Bene bene vedo che anno nuovo idee nuove.

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  3. Ho votato Genova, ma a pensarci meglio, visto che hai accennato che la storia avrà un impianto ottocentesco, forse sarebbe stato più azzeccato votare per Savona che , essendo la tua città, ti permette di documentarti meglio, raccogliere il materiale e vedere dal vivo le atmosfere e i luoghi per creare ambienti e personaggi d’epoca, In fondo la realtà che conosciamo meglio è la fonte migliore a cui attingere. Non precluderti orizzonti, affina la tecnica e mira in alto, se per te scrivere è una necessità e ci credi fino in fondo prima o poi il successo arriverà. SLuti e Auguri .

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  4. Una nuova, lunga storia! Bellisima notizia… ma sono tendenziosa, per me le storie SONO lunghe. Quanto ai fiaschi, sono sicura che sei vaccinato contro l’attribuire loro importanza, visto che scrivi da un certo tempo. 😉

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