I contenuti facili vincono anche sul Web

la scrittura è difficile banne

Qualche giorno fa sul mio canale Facebook ho scritto che l’idea di fare un ebook delle mie recensioni sul canale YouTube che gestisco da anni, mi stuzzicava assai. 

Naturalmente scherzavo: non è mia intenzione fare niente del genere. Però è stata l’occasione per riflettere sul mercato editoriale. Qualunque cosa significhi “mercato editoriale”.

Se la salute deve essere “facile”…

Eh sì: perché sembra semplice. Uno dice “mercato editoriale”, e tutti fanno sì col capo. Ma poi, gratta gratta, sotto che ci trovi? E ci trovi poi qualcosa?

Le persone, o almeno buona parte di esse, e soprattutto quella parte disposta a spendere, vuole soluzioni semplici. Se scrivi:

“Come perdere 1 chilo in 1 giorno!”.

La gente corre a frotte. Se quel contenuto lo “allunghi” e lo piazzi in un libro, lo vendi.

Ma prova a scrivere:

“Cambia in 1 anno il tuo regime alimentare”.

La gente ti snobba. Serenamente. Intuisce al volo che non proponi nulla di semplice. Eppure si tratta di qualcosa di prezioso: la salute. Verso questo argomento ci dovrebbe essere sensibilità e attenzione, e le persone dovrebbe capire che certe abitudini le cambi non in 1 giorno: ma col tempo.

Aspetta però: la tiritera è appena iniziata…

C’era una volta un sogno…

La mia idea su Facebook nasceva dal fatto che Marco Montemagno, che ogni tanto seguo, ha pubblicato un libro che è stato un caso editoriale (cioè: ha venduto tantissimo), pur essendo solo la trascrizione dei suoi video su Facebook (sembra non essere così come mi ha fatto notare Barbara Businaro proprio su Facebook. C’è stato una specie di adattamento). Quindi mi domandavo (per scherzo ovviamente), se pure io potevo realizzare qualcosa del genere. Su YouTube rilascio un video alla settimana che parla di libri. Da 2 anni (o sono 3? Chi lo sa!), realizzo video dove parlo di libri (libri di nicchia), e quindi mi pareva interessante, e giusto, fare: 2+2.

Una volta c’era un sogno, e questo sogno era: finalmente abbiamo uno strumento che permetterà ai contenuti di nicchia (tradotto: “difficili”), di emergere. Altrove (leggi: televisione e giornali), ci puoi riuscire solo se hai le spalle larghe. Ma grazie alla Rete…

Le cose sono andate un po’ diversamente. Quello che alla fine è emerso non è esattamente quello che meritava di emergere. Bensì ciò che è facile. E la cavalcata del Mondo Facile continua, imperterrita.

Dopo il fallimento non c’è resurrezione…

Se questo è di certo la realtà che vediamo un po’ ovunque, non è tutta la realtà. So bene che ci sono delle interessanti nicchie che riescono a generare interesse e consenso senza realizzare grandi numeri. Io per esempio ho la mia nicchia, e tento con scarso successo di allargarne i confini. Però di sicuro se non avessi avuto l’auto-pubblicazione, e le soddisfazioni che mi ha regalato, non ci sarebbe stata nessuna Trilogia delle Erbacce.

Sono a conoscenza di un altro elemento non da poco. Se un po’ dappertutto è un fiorire di:

Ma che bello il fallimento! Non temere il fallimento! Il fallimento è bello! Se fallisci tornerai più bello di pria! Guarda Steve Jobs! Guarda Elon Musk! Guarda Icaro! (no: Icaro meglio non citarlo…).

La verità è che il fallimento è la regola. E dopo, nella maggioranza dei casi, non esiste il ritorno, la resurrezione. 

Leggi il mio racconto: Resurrezione

È semplice raccontare che esiste una seconda possibilità; è duro arrendersi al fatto che NON esiste una seconda possibilità. 

Non si racconta che i grandi autori in vita hanno fatto la fame, e solo dopo la morte alcuni di essi hanno trovato il successo che meritavano. Alcuni nemmeno quello, nemmeno da morti. 

So quello che pensi: “Non avevano i mezzi che abbiamo oggi”. Vero. E qui forse veniamo al punto dolente di tutta la faccenda…

Il prossimo anno uscirà il mio romanzo. Vorrei poter dire di avere in testa chissà quali piani. Niente del genere. Forse li sto elaborando?

No. Non ho idee. Magari me ne salteranno fuori un sacco e tutte geniali. Magari questo blog a ottobre avrà 6000 visitatori (come no), tutta gente che vorrà saperne di più di quanto sto combinando. E la mia newsletter sarà avrà numeri stellari.

Iscriviti alla mia newsletter

Probabilmente, no.

Ho pensato, seriamente, di chiudere baracca. Anzi: questo pensiero non l’ho affatto abbandonato. Ho già pronto il post, che potrei mettere online verso la fine dell’anno. Continuerei a scrivere ma abbandonerei blog e chiuderei i vari account che possiedo proprio per concentrarmi solo sulla scrittura. Tanto vedo che un sacco di gente fa meno di me e ottiene ottimi risultati: di recensioni, di vendite.

Mi sono inventato di tutto per uscire dalla nicchia: parole chiave (fallito); modifica del titolo dei post vecchi per incrementare i visitatori (fallito: c’è un po’ di traffico quando pubblico un post nuovo. Non pubblico nulla? Il deserto). Ho letto, spesso annoiandomi a morte, libri di guru che non mi hanno insegnato nulla perché la mia idea di scrittura è totalmente altra (quanto mi piace scrivere ‘ste cose!). Se scrivessi qualcosa di funzionale al sistema, venderei non dico a carrettate, ma parecchio di più. Ma io scrivo solo quello che credo sia importante (e lo è), e non transigo. Quindi le ricette le ignoro.

Se hai amato la Trilogia delle Erbacceacquista le magliette dedicate.

Se la scrittura è la cosa più importante per me, è questa che devo tutelare. Ma come?

Da un po’ al centro delle mie riflessioni non c’è più “Come vendere di più”, ma appunto come proteggere la mia scrittura. Ma tranquilli: anche su questo fronte le idee sono a zero. 

Me ne torno a rivedere il mio romanzo: è meglio…


Chi si iscrive alla mia newsletter riceverà un omaggio. Le prime 30 pagine della nuova versione dell’ebook: “La scrittura è difficile”. La versione definitiva uscirà a settembre 2018. L’invio è programmato per giovedì 14 giugno 2018.

Se non vuoi perdere l’omaggio devi cliccare su questo link, inserire il tuo indirizzo di posta elettronica, e premere il pulsante “Iscriviti”.

24 thoughts on “I contenuti facili vincono anche sul Web

  1. Ma siamo poi sicuri che questi ‘contenuti facili’ vendono, spaccano, fanno faville e tutti questi grandi numeri? Oppure si tratta solo di un coro di sagome di cartone che se la cantano e se la suonano?

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  2. Io spero vivamente che non chiuderai baracca. Detto questo, è vero che i contenuti facili vincano nel web come nella realtà. A volte resto basita di fronte a certi successi di banalità dette in giro. E’ un fatto che i contenuti popolari sono quelli più a portata di mano. Ma questo non ci autorizza a scendere a compromessi. Un ebook con i tuoi contenuti video avrebbe un valore immenso, secondo me, perché tu hai tanto da dire e da trasmettere. .

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  3. Insisti. Punto.
    Il fallimento è il fallimento. È più semplice da gestire. La resurrezione, invece, attiene alla morte. Chi scrive muore ogni giorno. Questo banale dato di fatto lo comprende soltanto chi nella scrittura vede semplicemente una necessità fisiologica che segue ritmi circadiani impossibili da eludere.
    Insisti. Punto.

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  4. boh! forse i contenuti facili vincono ma io non sono molto d’accordo. Vincono solo – si fa per dire perché tra un paio d’anni a essere generosi tutti se ne dimenticano – sono gli amici dei potenti.
    Posso sbagliarmi – e sarà vero sicuramente – ma di loro non resterà traccia

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  5. Anche secondo me un eBook con i tuoi video sarebbe molto interessante. Ricorda che “perseverare è diabolico” spero quindi che non chiuderai il blog, magari se sei stanco puoi metterlo in pausa estiva oppure diradare i post…

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  6. Non so se augurarti di non mollare, perché non sono affatto sicura di cosa sia meglio. Proteggere la scrittura (quella vera, non pensata, spiegata, esposta) è sicuramente un buon obiettivo anche per me. Posso dirti che mi auguro di continuare a leggerti, questo sì; ma ti leggerò anche se pubblicherai senza più avere un blog. Intanto siamo qui. 🙂

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  7. Quanti contenuti diversi in questo post! Allora io ho smesso di rincorrere i numeri. Ci sono amiche che hanno blog nati con il mio che fanno il doppio dei miei numeri. E sono brave, scrivono contenuti utili e la gente li legge, anche a distanza di tempo. Non c’è una ricetta, credo la cosa più importante sia rispettare il patto con il lettore. Tu che patto hai fatto?

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  8. Chiudi tutto? E tutti questi commenti che ricevi? La gente è interessata al tuo blog e comunque si sa che il 99% dei self-publisher non diventano famosi. Il punto è un altro, credo. In attesa per il romanzo poi hai già pensato a cosa altro scrivere? Perché il tempo sembra tanto per uno che aspetta come me 🙂 ma per te che scrivi passa. 😛 Quanto meno hai commenti sul blog. Poi vedi tu.

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  9. Ho letto “Guarda Icaro! (no: Icaro meglio non citarlo…).” e non smetto di ridere…
    Al punto che m’è venuto un dubbio: ma sei sicuro di non essere un autore di testi comici? Che magari ti mandiamo a Zelig e lì davvero sbanchi?!!! 😀

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  10. Ora torno seria. Anche perché tu mi citi (poi però mandami una mail, che se rimango indietro con le letture è una tragedia!) e ho un bel po’ di risposte da mettere nero su bianco.
    Dunque: il libro di Montemagno non è la fedelissima trascrizione dei suoi video (lo so perché lo seguo, non solo su YouTube, ed ho acquistato l’ebook). C’è stato un editing, non solo per adattare il parlato allo scritto (smorzando le battutine e le canzoncine dei suoi video), ma anche per organizzare i contenuti e accorparli in capitoli con un filo logico. Non so dirti se tutti i testi hanno il video corrispondente, ma almeno il 50% direi di si.
    Detto ciò, pensate davvero che i video di Montemagno siano contenuti facili? Conoscete il suo curriculum? Perché è facile vedere un “guru” quando è in cima, ma prima, quindici o venti anni prima, dove stava il “guru”? Montemagno era un giocatore professionista di ping pong, tra i primi 5 in Italia, mica bruscolini. E ha dovuto mollare tutto per infortunio (fallimento o opportunità? dipende da te). Si è buttato nella tecnologia, nel marketing e nella comunicazione. E’ stato il primo a intervistare Anthony Robbins (esperto americano di PNL) quando l’imprenditore medio rideva di tali faccende. E quelli che sembrano video confezionati in mezz’ora, sono studiatissimi, programmati fino alla virgola, anche negli errori, e sono frutto di una carriera di vent’anni di comunicazione. Fa parte del “club delle sei”, ovvero si sveglia all’alba per essere produttivo almeno due ore in anticipo rispetto agli altri, come faceva Benjamin Franklin. Dietro alla facciata del “guru”, in questo caso c’è una vita di sacrifici. Dietro al suo “successo” non ci sono “no, questo non lo faccio perché non mi compete, perché sono stanco, non ho dei risultati, sono sfortunato”, ma ci sono vent’anni di dedizione, probabilmente anche di cadute che non conosciamo, sicuramente di difficili risalite.
    Qualcuno dice che l’ha fatto “con i soldi del padre”…non so cosa faccia il padre, ma ne conosco parecchi di figli di papà che invece di lavorare si sono dati alla pazza gioia sperperando capitali ed occasioni. Dunque non è nemmeno questione di soldi. Semmai, di carattere.
    (Fine del pippone… 😀 E pensare che certe volte mi sta pure antipatico!! Me lo fate difendere?!)

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