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Scrittori liguri: intervista a Celeste Sidoti

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Dopo un po’ di pausa, ecco una nuova intervista a uno scrittore ligure: Celeste Sidoti. In realtà, anche se è imbarazzante rivelarlo… Me ne ero dimenticato. Eppure sapevo che era ligure! Quando mi sono reso conto della mancanza, ho rimediato nel solo modo che avevo a disposizione: questo.
Ecco perciò l’intervista e le sue risposte.
Buona lettura.

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Scrittori liguri: intervista a Massimiliano Riccardi

romanzo joshua copertina

 

Un po’ di tempo fa mi sono chiesto se avesse senso provare a fare delle interviste ad alcuni scrittori e scrittrici liguri che si autopubblicano. La risposta è «Sì», ma a me stava a cuore mostrare che cosa si nasconde dietro quella cosa erroneamente chiamata «autopubblicazione» e che invece è bene chiamare «autoeditoria». Ebbene. Ci sono persone che hanno della scrittura un amore artigianale e anche se qualche barone dell’editoria sghignazzerà, sono pronto a scommettere che saranno queste persone a dare nuova linfa alla narrativa italiana. E adesso passiamo all’intervista. Il primo scrittore rigorosamente ligure che ho intervistato è…

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Scrittrici liguri: Intervista a Chiara Solerio

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Terza e ultima intervista che ho realizzato a una scrittrice ligure: Chiara Solerio. Quando le ho proposto le domande, lei si è quasi tirata indietro: “Scrittrice io? Ma veramente… Sto lavorando a un romanzo, ma…”. E questo mi ha fatto capire che “scrittrice” era il termine giusto da usare nei suoi confronti. In un mondo dove tutti si definiscono tali, trovare qualcuno, anzi qualcuna, che ha una simile umiltà è cosa rara. Ma, si dirà: siamo alle prese con una falsa modestia. Errore. Perché basta navigare sul suo blog, Appunti a margine, per capire che lei prende sul serio la scrittura. Non è falsa modestia, semmai siamo alle prese con una persona che prende seriamente la parola. E potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di fare quattro chiacchiere con lei? No, infatti…
Adesso lascio la parola a Chiara.
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Scrittrici liguri: intervista a Nadia Banaudi

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Secondo appuntamento con chi scrive storie in questa terra a forma di arco, stretta tra mare e monti, e con poche pianure (se ti chiedi di cosa parlo: la Liguria, che diamine!). Per quale motivo lo faccio? Mi pare che sia doveroso dare la possibilità a chi racconta storie, e dimostra una passione per la parola non comune, di spiegare chi sono e perché si intestardiscono in questo mestieraccio mentre tutt’attorno, pare esserci una congiura. Pochi leggono, e sembrano addirittura calare coloro che lo fanno. Ebbene: se gli autori “blasonati” avessero la passione e l’amore per le storie di questi autoeditori, forse i lettori scommetterebbero di più sulla lettura.
Oggi lascio la parola alla scrittrice Nadia Banaudi.

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Gli scrittori italiani scoperti nel 2010

Confessione veloce veloce. Ho scoperto solo di recente di preferire gli scrittori stranieri a quelli italiani. Ma “scoprire” non è il termine esatto: un giorno ho dato un’occhiata alla libreria, e ho iniziato a contare gli scrittori del nostro Paese. Sono una minoranza, qualificata ma minoranza. Non so fornire una spiegazione: forse il vivere in una zona tutto sommato provinciale, in una Nazione “provincia dell’impero” da anni, mi ha portato a rivolgermi con un’attenzione quasi ossessiva agli scrittori russi, francesi, anglosassoni.

Adesso poi, ho riscoperto i nordici; tutto questo non mi ha impedito di rendermi conto di questa stortura, e cercare quindi di rimediare. Attenzione: si tratta di autori esordienti, pubblicati da piccole case editrici indipendenti e non a pagamento.

  1. Il funerale della balena (Gian-Andrea Rolla). Editore I Sognatori. E’ ambientato in Liguria (nell’estremo levante però), e i suoi protagonisti si muovono tra Africa, e appunto Italia. Una volta chiuso, ti chiedi sconsolato, per quale motivo in classifica ci siano dei libri di ricette, e una simile storia rimanga sconosciuta ai più. Meglio per la casa editrice, certo.
  2. Lapsus (Flavio Pagani). Sempre pubblicato da I Sognatori. Che dire? Geniale. Lo so che è un aggettivo abusato, ma per fortuna la casa editrice permette di gettare un’occhiata a questo, e agli altri libri in vendita, scaricando gratis, circa metà dell’opera. Se chi legge ha un pallido amore per le cose belle alla fine dirà: Geniale.
  3. E’ tutto qui (Matteo Scandolin). Editore Intermezzi. L’ho acquistato in formato epub, e il bello è che non c’è alcun lucchetto digitale (o DRM). Solo per questo la casa editrice merita un plauso. Si tratta di racconti, ambientati nel Nord Est, scritti da un autore giovane, ma che, come dicono i blog di un certo livello, induce all’ottimismo.
  4. Tu, mio (Erri De Luca). Editore Feltrinelli. A questo punto il lettore di questo bizzarro blog potrebbe giustamente domandarmi: “Scopri solo ora De Luca?”. La risposta in realtà è già all’inizio di questo post: leggendo soprattutto letteratura straniera, è evidente che gli italiani (a parte Silone, e Sciascia), sono stati parecchio trascurati.Cercherò di rimediare in futuro, d’accordo?