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Lo scrittore emergente rischia la fine di Edmond Dantès

trilogia delle erbacce

 

Lo scrittore emergente rischia la fine di Edmond Dantès, il protagonista del romanzo di Alexandre Dumas dal titolo “Il conte di Montecristo”.
Che cosa voglio dire?
Il buon Edmond era bravo: ma bravo bravo. Un ottimo ufficiale destinato a una brillante carriera nella marina mercantile. Era benvoluto dal suo armatore che stava per nominarlo comandante di una delle sue navi. Stava per sposare la bella Mercedes. Non si interessava di politica, non era roba per lui. Esatto, il ritratto del bravo ragazzo (forse fin troppo bravo?).
Ma questo non lo ha tenuto distante dalla rovina, dal castello d’If.

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Cinque cartoline da alcuni personaggi del #progettoIOTA

 

Un po’ di tempo fa Silvia Algerino sul suo blog Lettore Creativo, ha immaginato di ricevere 5 cartoline da altrettanti personaggi del suo romanzo.
Poi anche Nadia Banaudi di recente ha ripreso l’idea. E allora ho scelto pure io di partecipare, immaginando delle cartoline inviate a me da alcuni personaggi del #progettoIOTA. Non dai protagonisti però, perché loro… Non potranno proprio.
Buona lettura.

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Scrivere racconti significa ascoltare

copertina racconti cardiologia

 

Un po’ di giorni fa Barbara Businaro scriveva in un commento a una mia intervista sul blog Anima di carta di Maria Teresa Steri:

«Non me lo far spiaccicare anche questo, no eh! ti tiro dietro il kobo fino a Savona se si spiaccica!»

Si riferiva al protagonista del mio racconto «La gioia del mondo», che è racchiuso nella raccolta «Cardiologia». E in effetti in quel racconto non c’è nessuna tragedia, non muore nessuno. Però poteva scapparci il morto, e allora: come ho deciso di non far morire nessuno? O meglio (perché la domanda può sembrare davvero peregrina): come si prende la decisione giusta, riguardo lo sviluppo di una storia?
Perché si decide così invece di cosà?

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C’è vita oltre Amazon?

 

Come ricordano un po’ tutti (tra i tanti: Storia Continua), il 2017 è l’anno del decimo anniversario dell’arrivo del Kindle. Ma per quale ragione allora domandarsi se c’è vita oltre Amazon? La risposta è ovvia, fin troppo: la società di Seattle è grande, sempre più grande, e lei sola detta le leggi. Se qualcuno era felice del suo arrivo perché liberava gli autori dalla tirannia degli editori… Adesso siamo sicuri che le cose siano migliorate?
Nel post di Storia Continua si parla del servizio Kindle Unlimited, vale a dire il pagamento delle opere degli autori effettuato in base al numero delle pagine lette. Rappresenta un problema, oppure un’opportunità? Non so rispondere, ma dopo aver letto il post di cui ho accennato in apertura del post, proverò a dire la mia.

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