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Come va il #progettoIOTA?

 

Da un po’  tempo non parlavo più del #progettoIOTA, e magari qualcuno si sarà detto: “È tutto finito”.
E invece no.

In realtà dubito fortemente che qualcuno si chieda come sta andando, soprattutto adesso ad agosto quando buona parte delle persone sono in ferie, oppure subiscono la canicola agostana senza più reagire, svuotati di forza e intelletto.

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Cardiologia: nuova copertina e sconto solo per oggi!

 

Questa estate è dedicata, come avrai notato, al rifacimento delle copertine degli ebook della Trilogia delle Erbacce.

Dopo quella di “Non hai mai capito niente”, adesso è la volta di “Cardiologia”.

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Intervista alla scrittrice Giulia Mancini

home blog di giulia mancini

 

Anche oggi una nuova intervista. Questa volta lascio le risposte alla scrittrice Giulia Mancini che di recente è riuscita a chiudere un contratto con una casa editrice (Butterfly Edizioni), pur continuando a essere un’autoeditrice. Infatti buona parte delle sue opere sono state pubblicate in questo modo.

Buona lettura.

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John Grisham ha ragione?

 

Non ho mai letto nulla di John Grisham, che di recente ha fatto una dichiarazione interessante. Sì, esatto: proprio quella. Il quotidiano La Stampa ha infatti intitolato l’articolo: “Cari aspiranti scrittori, se non vi pubblicano il libro vuol dire che è brutto”.

A questo aggiungerei anche una dichiarazione della scrittrice statunitense Flannery O’Connor che affermava qualcosa di simile. Insomma, pure lei riteneva che chi ha talento, prima o poi finisce col trovare un editore.

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Una brutta storia estiva – Ottava parte

una brutta storia estiva

 

«E me lo dice ora? Da mezz’ora mi sgolo, e me lo dice adesso?»
«Non so quanto sia importante. Nella scrivania del suo ufficio in comune, abbiamo trovato un’agenda. E la moglie, quando gliel’abbiamo mostrata, ha dichiarato di non saperne nulla.»
«Sì.» Incrociò le dita lunghe sul piano della scrivania.
«L’aspetto curioso è che nelle ultime cinque settimane era stato tre volte dal suo medico curante.»
«Come si chiama?» Prese una penna e un foglio di carta.
«Roberto Lazzari.»
Il sostituto scrisse, alzò d’un tratto il capo: «Ho già sentito questo nome. Perché?»
«Eccome. Il figlio a settembre sposerà l’unica figlia del fondatore di una multinazionale svizzera. Si occupano di un po’ di tutto: cibo, orologi, oro. Gente con montagne di denaro.»
Il procuratore fischiò: «Questo si chiama dare una svolta alla vita. Ma torniamo al Pittaluga.»
«Abbiamo chiesto alla moglie di cosa soffrisse. Lei non ne sapeva nulla. Anzi. Da oltre vent’anni, a sentire lei, non andava dal medico. Lei insisteva perché facesse dei controlli periodici, vista l’età. Ma lui se ne infischiava.»
«E che dice il medico.»
«Che era sano come un pesce. Ma che stava diventando ipocondriaco.»
Il sostituto posò la penna. Si alzò, e camminò sino alla finestra, le mani dietro la schiena.
«Eh! Qui potrebbe esserci qualcosa.» Si voltò, piantò gli occhi sul brigadiere.


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