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Una brutta storia estiva – Decima parte

una brutta storia estiva

 

Il racconto a puntate procede.
In un piccolo paese dell’entroterra savonese c’è stato un omicidio: il segretario comunale è stato assassinato con un colpo di carabina. I Carabinieri indagano, sino a ora con scarso successo. Ma…

Buona lettura.

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Kobo e Marco Freccero: come è andata a finire?

 

Un po’ di tempo fa ho pubblicato un articolo dal titolo: “Kobo e i lucchetti digitali: un chiarimento”. Non starò a ripetere che cosa era successo, ma allora avevo scritto che prima o poi aveva aggiornato i miei lettori per delucidarli a proposito della faccenda. Della sua evoluzione.

È il momento di spiegare come è andata a finire.

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Una brutta storia estiva – Nona parte

una brutta storia estiva

 

In un piccolo paese dell’entroterra ligure viene assassinato il segretario comunale. Le indagini, come si dice in questi casi, brancolano nel buio.
Stai per leggere la nona parte di questo racconto a puntate.

Buona lettura.

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Come va il #progettoIOTA?

 

Da un po’  tempo non parlavo più del #progettoIOTA, e magari qualcuno si sarà detto: “È tutto finito”.
E invece no.

In realtà dubito fortemente che qualcuno si chieda come sta andando, soprattutto adesso ad agosto quando buona parte delle persone sono in ferie, oppure subiscono la canicola agostana senza più reagire, svuotati di forza e intelletto.

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John Grisham ha ragione?

 

Non ho mai letto nulla di John Grisham, che di recente ha fatto una dichiarazione interessante. Sì, esatto: proprio quella. Il quotidiano La Stampa ha infatti intitolato l’articolo: “Cari aspiranti scrittori, se non vi pubblicano il libro vuol dire che è brutto”.

A questo aggiungerei anche una dichiarazione della scrittrice statunitense Flannery O’Connor che affermava qualcosa di simile. Insomma, pure lei riteneva che chi ha talento, prima o poi finisce col trovare un editore.

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