Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Perché è bello fare pubblicità alla Toyota

 

Qualche mese fa molte persone hanno battuto le mani perché una casa di moda (Gucci?) aveva chiesto il Partenone per organizzare una sfilata. E i greci (mi auguro non tutti), come un sol uomo avevano risposto: “Non passa la pecunia!”.

Peccato che si siano scordate, queste persone, la lezione di Platone e di Aristotele, e non solo di loro.

Se facevano quello che facevano, è perché i Gucci dell’epoca cacciavano i soldi. La prima regola che loro, filosofi, conoscevano e applicavano, era: procurati i soldi, possibilmente tanti. E avrai la libertà.

Senza, hai gli applausi. E che ci fai con gli applausi? Nemmeno la birra.

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Una brutta storia estiva – Seconda parte

 

«Corna!» Disse il maresciallo Sergio Mannino prendendo posto dietro la scrivania del suo ufficio. Erano le quattro del pomeriggio, la mattinata era stata talmente estesa da far perdere al maresciallo la nozione del tempo. Non aveva pranzato.
«Corna.» Ripeté il brigadiere Paolo Banti, sulla soglia.
«Corna, corna. E apri questa cazzo di finestra che pare di stare in un forno anche oggi.» Si asciugò la fronte con un fazzoletto di tela, gettò un’occhiata al calendario dell’Arma, sul muro, che diceva “Giugno”.
Il brigadiere eseguì.
La sede dei Carabinieri era alla periferia del paese, su una collinetta, e si era trasferita lì dopo che la vecchia caserma era stata dichiarata inagibile. Un fulmine, l’inverno precedente, aveva colpito il campanile della chiesa vicina, e il crocefisso di ferro, di un quintale circa, era precipitato sfondando la porzione che conteneva la camera di sicurezza.
«Ne è sicuro, maresciallo.»
«Banti. Ma ti sei reso conto di dove siamo.» Prese alcuni fascicoli che teneva sulla scrivania, e cominciò ad aprirli, a dare una scorsa e a posarli di nuovo. «Truffe telefoniche. Furto di galline. Danneggiamento. Rumori molesti. Ubriachezza. Pietre di confine spostate. Liti. E guardati un po’ attorno.»
«Sì, ma.»
«Che c’abbiamo? Boschi, boschi, boschi. Guarda che non siamo a Palermo. O a Roma. Le cose semplici, fammi questo cazzo di piacere Banti, manteniamole semplici.»

 Leggi la Prima Parte.


La domanda delle 100 pistole

Allora lasciamo “Una brutta storia estiva” al sabato?

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Come preparare il tuo libro per il POS di StreetLib

 

Come forse sai, questa è la seconda parte di un post che parla di POS (Print On Sell) e di come realizzarlo con StreetLib, la piattaforma italiana dell’autopubblicazione (non hai letto la prima parte? Leggila ora: “Che cos’è il POS e come realizzarlo con StreetLib”).

Adesso, vedremo come passare alla fase due.

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Se non impari il marketing resti al palo

 

 

I commenti sono miniere (be’, non tutti): basta lasciarsi interrogare da quello che gli utenti scrivono. Per esempio Luigi Bacco qualche settimana fa, ha posto un’interessante domanda: quale? Continua a leggere e lo scoprirai!

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Una brutta storia estiva

 

Era appena entrato nell’ufficio al piano terra del municipio quando il telefono squillò. Diede un’occhiata all’orologio appeso sopra la finestra che dava sulla piazza: segnava le sette e mezza.
«Pronto.»
«C’è il sindaco.» Chiese una voce maschile.
«Ma il sindaco arriva sempre alle otto.» Disse, con un tono di voce irritato.
«Alle otto.»
«Alle otto.» E aggiunse: «Chi lo desidera.» Era in piedi; prese una matita, girò attorno alla scrivania e sedette. Recuperò un foglio di carta.
«Mi dica pure.»
Quando il sindaco entrò nell’ufficio, alle otto in punto, innanzitutto notò un foro nel vetro della finestra. Quindi vide il segretario comunale, Giulio Parodi, con la testa riversa sullo scrittoio inzuppato di sangue.


La domanda delle 100 pistole

Il seguito lo preferisci sempre di sabato, oppure in un altro giorno della settimana?


Leggi la seconda parte